Due interessanti conversazioni ieri (21 maggio 2026) a Palazzo Pantaleo, relative al tema del prossimo 65.mo Convegno di studi sulla Magna Grecia, che si svolgerà a Taranto dal 24 al 27 settembre 2026 “Giochi e atletismo in Magna Grecia e nel Mediterraneo antico”.
Relatori due docenti dell’Università di Salerno, che parleranno anche al Convegno, Michele Scafuro, archeologo, e Luigi Vecchio, epigrafista.
Molti gli spunti di riflessioni in entrambe le conferenze: nella prima, “Il santuario di Olimpia tra culto e agonismo”, il prof. Scafuro ha sviluppato il legame dei santuari con i paesaggi, non solo quelli geologici-naturalistici, ma anche quelli del mito, e il fatto che fossero, i santuari, oltre che centri religiosi, anche luoghi di incontri politici (dato l’affluire ai giochi di atleti provenienti da molte città greche e magnogreche). La storia sistematica degli scavi archeologici ad Olimpia (iniziati nel Settecento e proseguiti nell’Ottocento e nel Novecento) è stata dal relatore piacevolmente intrecciata, nel parlare del monte Kronos, del Pelopeion, del tempio di Zeus, alla narrazione di miti (Alfeo e Aretusa, Kronos e Zeus, Pelope ed Enomao, Eracle e le stalle di Augia, ecc.).
Nella seconda relazione, “Gli atleti della Magna Grecia ai giochi panellenici”, dopo un ampio excursus sui giochi ellenici, sui luoghi, sulle tipologie delle gare, sulle vittorie riportate, il prof. Luigi Vecchio si è soffermato sugli atleti più famosi provenienti dalla Magna Grecia, da Crotone (il famosissimo Milone, e Phaillos), da Taranto (l’atleta di Taranto, Ikkos), da Locri (Euthymos), da Sibari (Kleombrotos), ricostruendo la biografia degli stessi attraverso le fonti e soprattutto le epigrafi ritrovate. Interessante la parte della relazione riservata appunto alle epigrafi, con i nomi dei succitati atleti; il relatore si è anche soffermato sull’iscrizione sulla base di Nicocle, citaredo tarantino, ritrovata ad Atene presso il tempio di Dioniso (ricostruita da E. Greco e altri nel 2018).
