7 maggio 2026 – Conferenza del prof. Renzo Tosi, presidente nazionale dell’AICC, su “Antigone ieri e oggi”

L’intramontabile figura di Antigone è stata ancora una volta protagonista di una bella (così penso) iniziativa dell’Associazione Italiana di Cultura Classica – Delegazione di Taranto “Adolfo Mele”, ovvero, la conferenza del Prof. 𝐑𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐓𝐨𝐬𝐢, illustre grecista (Alma Mater Studiorum – Università di Bologna), e Presidente nazionale dell’AICC, 𝑨𝒏𝒕𝒊𝒈𝒐𝒏𝒆 𝒊𝒆𝒓𝒊 𝒆 𝒐𝒈𝒈𝒊. L’evento, che precede il viaggio a Siracusa, dove si assisterà alla rappresentazione dell’Antigone, diretta da Robert Carsen, si è svolto ieri nella Sala Rossa di Palazzo Pantaleo, storico edificio del ‘700, sede del Museo etnografico “A. Majorano”, che ha sostenuto l’iniziativa, diretto dal Prof. 𝐏𝐢𝐞𝐫𝐥𝐮𝐜𝐚 𝐓𝐮𝐫𝐧𝐨𝐧𝐞, cui si deve una dotta introduzione storico-politico-filosofica sull’argomento.
Il prof. Tosi in modo piacevole, dopo una premessa metodologica, rivolta agli studenti presenti in sala (4B del Liceo classico “Archita” di Taranto), sul valore e significato dei classici, ha toccato le tante interpretazioni (politiche, filosofiche, sociologiche) che dal mondo antico ad oggi sono state elaborate sulla tragedia e sulla protagonista, soffermandosi in particolare sul contrasto Antigone-Creonte, ovvero, sul discorso quanto mai attuale del potere, meglio, di chi detiene il potere e lo fa da tiranno (degenerazione del potere).
𝐸̀ 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑒𝑟𝑒 𝑎 𝑓𝑜𝑛𝑑𝑜 𝑙’𝑎𝑛𝑖𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑢𝑜𝑚𝑜, 𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒, 𝑖 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑖𝑒𝑟𝑖, 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑑𝑖 𝑣𝑒𝑑𝑒𝑟𝑙𝑜 𝑑𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑖𝑛𝑔𝑟𝑎𝑛𝑎𝑔𝑔𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑜𝑡𝑒𝑟𝑒 𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑖 … 𝑐ℎ𝑖 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖𝑎 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑡𝑟𝑖𝑎 𝑢𝑛𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑖𝑎 𝑙𝑒𝑔𝑎𝑡𝑜, 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑢𝑖 𝑖𝑜 𝑑𝑖𝑐𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑣𝑎𝑙𝑒 𝑛𝑢𝑙𝑙𝑎: così Creonte giustifica sin dal suo primo apparire sulla scena la sua condotta di capo della città, che ha il dovere di sacrificare anche il proprio sangue se questo va contro le leggi dello Stato, che egli invece deve far rispettare. Ma a questa condotta si oppone fermamente Antigone (𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑎𝑣𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑖 𝑡𝑢𝑜𝑖 𝑒𝑑𝑖𝑡𝑡𝑖 𝑎𝑣𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑜 𝑢𝑛 𝑐𝑜𝑠𝑖̀ 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝑣𝑎𝑙𝑜𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑡𝑢, 𝑢𝑛 𝑚𝑜𝑟𝑡𝑎𝑙𝑒, 𝑝𝑜𝑡𝑒𝑠𝑠𝑖 𝑠𝑢𝑝𝑒𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑙𝑒 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑐𝑟𝑖𝑡𝑡𝑒 𝑒 𝑖𝑛𝑐𝑟𝑜𝑙𝑙𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑑𝑒̀𝑖), andando così incontro al suo destino di morte. Il Coro condivide le parole di Creonte, ma, come dirà Emone, figlio di Creonte e fidanzato di Antigone, nel duro scontro con il padre, il popolo è dalla parte di Antigone, e se obbedisce alle leggi del tiranno lo fa per paura, non per condivisione. Certo, i “𝘬𝘦𝘳𝘺𝘨𝘮𝘢𝘵𝘢” banditi da Creonte salvaguardano chi riceve un’offesa (per Creonte va onorato della sepoltura chi ha difeso la città, mentre deve rimanere insepolto chi l’ha attaccata da nemico), ma vanno contro il diritto alla sepoltura che dovrebbe essere sacrosanto per tutti.
Dopo l’applauditissima conferenza, numerosi interventi del pubblico hanno animato il dibattito: si è parlato delle “ragioni di Creonte”, in difesa della sua condotta; del significato “politico” della tragedia in generale e di quella sofoclea in particolare; del conflitto tragico che in Sofocle e negli altri tragediografi propone un dilemma, ma non dà soluzioni; dei rapporti familiari, e di tanto altro, che si potrà approfondire appena sarà caricata sul canale YouTube dell’associazione la videoregistrazione dell’evento.

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